Vorrei dire tutto ciò che dentro di me si potrebbe dire. Eppure io penso che da dire ce ne sia ben poco, poichè sono già state dette così tante parole che il mondo ne è pieno.
martedì 1 novembre 2011
Collasso
Sabato dopo scuola ci siamo fermati su una panchina e il mio compagno di classe F. ha fatto su un Joint (Canna) e poi ci siamo subito incamminati per la strada della stazione passando per il centro, io avevo fatto tre tiri, uno di troppo. A metà strada mi sentivo pesante e le gambe sempre più deboli, il primo svarione l'avevo sentito chiaramente e mi ero attaccata a Fede per non cadere a terra, avevo mollato tutto quello che avevo in mano: la cartelletta, lo zaino, il tubo con dentro il cartoncino per il lavoro di Grafica. Mi ricordo che mi ero aggrappata ancora più forte a Fede e che tutti e due erano lì con me, sentivo le loro voci che mi dicevano "siediti Viola, siediti", ci eravamo seduti contro una vetrina, la vetrina del barbiere prima dell'Arengario. Non capivo dove cazzo ero, che cazzo mi stava succedendo e con chi cazzo avevo a che fare. Mi aggrappavo a Fede perchè era il mio unico punto stabile in quel momento, sapevo che lui era lì ed era vero. Mi aggrappavo al suo braccio perchè sentivo che stavo per crollare e lui mi diceva "sono qui sono qui stai tranquilla", l'avevo tirato giù completamente e lui aveva cominciato ad abbracciarmi e cercare di tranquillizzarmi. Il battito del cuore accelerava e il panico mi prendeva in tutto il corpo. Panico chimico. Non capivo che Fede aveva battuto il braccio e gli avevo fatto male quando l'avevo agganciato e l'avevo trascinato giù, stavo male però e non capivo, non capivo nulla. Pensavo soltanto a riprendermi in fretta, pregavo perchè finisse quel giramento di testa e quel senso di vuoto. Piangevo e dicevo cose che mi facevano mal , delle cose che dovevo dire a qualcuno. Fil e Fede erano lì con me però. Li sentivo vicini, preoccupati, volevano soltanto che io mi calmassi. "Viola siamo qui con te, dai calmati", mi dicevano così tutti e due. Dicevo continuamente "perdo il treno, devo tornare a casa i miei poi si preoccupano", Fede e Fil mi rassicuravano e mi facevano sentire al sicuro, anche se non capivo bene dove cazzo mi trovavo e loro sicuramente erano preoccupati, si erano presi malissimo quando mi avevano vista stare così male. Da questa esperienza sicuramente poco bella ho imparato che .... non devo fare più di due tiri.
domenica 23 ottobre 2011
Nadia.
Io non so esattamente che dire, ho già affrontato delle situazioni simili ma non potevo immaginare che proprio la Nadia morisse. Non ci posso credere. Non ci voglio credere. Vorrei poter piangere ma non riesco, non riesco proprio. Arrivano soltanto fino al bordo dell'occhio e poi si fermano senza scendere e rigarmi le guance, senza fare niente, se ne stanno lì ferme, sull'orlo come sono io ora. Sull'orlo. Nadia era la mia maestra di clarinetto ed io fino a qualche settimana fa non sapevo nulla. Nadia è morta a luglio e io non lo sapevo fino a qualche settimana fa. Io non so, mi si prende in giro continuamente. Voglio fuggire, scappare lontano e non tornare più ma ogni luogo sembra talmente vicino che fuggire sembra inutile. I ricordi, i rancori, gli amici e il docle suono del clarinetto che a me piace tanto e ogni tanto lo prendo ancora in mano e lo suono. Nadia mi manca, stava già male circa un anno e mezzo fa quando andavo ancora da lei a fare lezione. Nadia amava il clarinetto e anche io in un certo senso. Facevamo dei duetti molto belli e il nostro suono non era niente male. Stavamo bene. La Nadia. La Nadia. Rimarrà con me anche lei.
sabato 17 settembre 2011
Teletrasporto
Il teletrasporto purtroppo non è stato ancora inventato e forse questo è un bene o forse un male. Ero sul tavolo della cucina fino ad un attimo fa e stavo pensado che la gente, quando il teletrasporto verrà inventato, non andrà più in bici, a piedi, in macchina, in moto o con qualsiasi altro mezzo di trasporto possibile su questa terra. E io sarò lì, in centro a Monza, da sola perchè la gente non passerà più per le strade ma andrà già nel punto d'arrivo. In questo modo non esisteranno nemmeno più le agre di velocità o di corsa o di camminata. Ci smaterializzeremo tutti. Dal primo all'ultimo. Io invece passeggerò tranquilla per le vie di Monza senza essere osservata da nessuno. Senza che nessuno si accorga di me. Insomma ci sarà un silenzio inquietante. Poi però arriverò alla mia scuola e troverò comunque un mare di studenti a travolgermi e magari a dirmi "sei pazza vieni ancora con le gambe?" a quel punto sorriderò e non mi importerà più di nessun giudizio.
martedì 13 settembre 2011
Marta e il mio patio. Conversazione facebook.
"Fantastico. Quel giorno resterà sempre nel mio cuore"
"Sì, è stato bellissimo: abbiamo perso il tuo cane, guardato con finta meraviglia una statuetta di Tex, poi ho vomitato sul tuo patio, nel tuo gabinetto e ho anche rotto un bicchiere nel tuo bagno."
"Ti amo Marta."
"Anch'io Viola."
"Tanto Marta"
"Tanto Viola. E sappi che mi è piaciuto un sacco vomitare sul tuo patio, è stata proprio una bella esperienza"
"Non ne dubito il mio patio aspetta solo te"
"Gli manco, vero?"
"TANTISSIMO. Non ha mai amato così tanto qualcuno (il patio)"
"E io non ho mai amato nessuno come amo lui"
"Quindi non mi ami"
"Scusami"
"Oh. Mi si spezza il cuore ma ... se tu sei felice così a me va bene"
"Grazie di lasciarmi questa libertà. E' importante per me"
http://www.pericolovalanghe.blogspot.com/ La ragazza del mio patio.
"Sì, è stato bellissimo: abbiamo perso il tuo cane, guardato con finta meraviglia una statuetta di Tex, poi ho vomitato sul tuo patio, nel tuo gabinetto e ho anche rotto un bicchiere nel tuo bagno."
"Ti amo Marta."
"Anch'io Viola."
"Tanto Marta"
"Tanto Viola. E sappi che mi è piaciuto un sacco vomitare sul tuo patio, è stata proprio una bella esperienza"
"Non ne dubito il mio patio aspetta solo te"
"Gli manco, vero?"
"TANTISSIMO. Non ha mai amato così tanto qualcuno (il patio)"
"E io non ho mai amato nessuno come amo lui"
"Quindi non mi ami"
"Scusami"
"Oh. Mi si spezza il cuore ma ... se tu sei felice così a me va bene"
"Grazie di lasciarmi questa libertà. E' importante per me"
http://www.pericolovalanghe.blogspot.com/ La ragazza del mio patio.
lunedì 12 settembre 2011
Mi sento zero.
Oggi sono triste anche se sono un po' contenta. Oggi è stato il primo giorno di scuola in seconda superiore, i miei compagni sono stati tutti promossi anche se avrei voluto qualcuno in prima. Quando alcune mie compagne hanno visto i capelli blu sulla nuca che mi sono fatta mi hanno guardata e detto "mammamia Viola che hai fatto?" Come se loro non si rovinassero di più di me i capelli. Si passano SOLO una o due volte al giorno la piastra, Che tristezza la gente che sa solo criticare e che non sa mai dire una parola gentile o simpatica. Stronze. Ma non importa. Ho paura. Ho paura dei nuovi prof. Ho paura che quest'anno non passerà bene. Ho paura che altri ragazzi come S. mi prendano in giro solo per far ingelosire qualcuno che io conosco. Perchè poi alla fine è sulla tua pelle, brucia, brucia un sacco. La mia compagna non è bella. Non è per niente bella. Mi sento così stupida, mi impongo di non pensarci, mi dico "Viola chissene frega di quello là e di questa qua" ma non è facile. Non riesci a non pensarci, a me frega! Eccome se mi frega. Ci resto male, parecchio male. Ho le lacrime agli occhi e mi sento l'anima così pesante che sprofonderei oltre il centro della terra e non mi brucerei perchè già brucio io! Poi ho sempre quel numero in mente, 0. Lo zero. Zero, proprio zero. Devo essere cattiva, quest'anno niente scherzi, niente prese in giro. Quest'anno devo essere veramente cattiva. Bastarda. Ma no, perchè dovrei? Mi sento zero.
domenica 4 settembre 2011
Stanotte ho dormito tre ore.
Ho iniziato a fumare quando sono andata all'artistico. Per farmi dare i soldi dicevo a mia madre che compravo la briosche e invece non era vero. I miei l'hanno scoperto quando oramai la scuola era finita. Masticavo le cicce prima di andare a casa per non far sentire l'odore ma a volte non serviva, l'odore di sigaretta rimaneva nella mia bocca anche quando finivo di mangiare a pranzo e a volte mia madre se ne accorgeva ma io mi inventavo delle scuse che non stavano nè in cielo nè in terra. Mia madre non vuole che io fumi ma è l'unico vizio che ho. Non mi piace bere, anche se a volte prendo una birra ma è più che altro perchè sono in compagnia. Fumare mi fa allontanare dal mondo ancora di più e mi piace allontanarmi dalle mie preoccupazioni e dai miei sogni che si sono spezzati. Oggi è una giornata malinconica, pioviggina, non fa per niente caldo, ho la felpa, si sente che l'inverno sta per arrivare piano piano. Non ho voglia di finire le tavole che ho per compito. Non riesco mai a fare quello che voglio, mi pongo degli obbiettivi e la maggior parte delle volte finisco per non farli o dimenticarmi. Ieri sera sono rimasta sveglia e poi sveglia ancora e ancora. Guardavo gli episodi dell'anime NANA che ho sempre voluto vedere e capire, sono rimasta sveglia fino alle otto di questa mattina. Verso le cinque mi ero fumata una sigaretta e avevo sentito un gallo lontano che cantava per un nuovo giorno, un giorno scuro e malinconico. Alle otto e un quarto ciondolavo davanti al computer e ho deciso di andare a letto. Ho dormito fino alle undici. 3 ore di sonno. Non ce la posso fare. Sono sfinita. Sono veramente sfinita. Sono malinconica, ho tante lacrime che non riesco a far uscire, ho tanto dolore e tante urla dentro di me che non riesco nemmeno a ... non riesco, mi tengo tutto dentro e basta. Non mi arrabbio. Mi sento come la nebbia. Che c'è e non c'è. Come la pioggia, che mi bagna il viso mentre porto le zucchine ripiene da basso. Non c'è sole nella mia testa oggi. Quest'anno sarà difficile, quest'anno sarà destabilizzante, quest'anno sarò in equilibrio. Speriamo in bene. Manca una settimana all'inizio della scuola. Un giorno parlerò della mia scuola. Un giorno in cui ci sarà un po' più di sole nel mio cuore.
giovedì 1 settembre 2011
Sarò un fenicottero.
C:Nella mia prossima vita farò Giurisprudenza!
Io nemmeno l'ho ascoltato, guardavo Akira, molto attenta ad ogni passaggio perchè ancora oggi ho capito poco o niente di quel cartone.
C: E tu Viola che vuoi fare nella tua prossima vita?
Dentro di me "che palle ora lo spappolo contro la parete", con molta tranquillità, ho sparato la prima cosa che avevo in mente.
V: Sarò un fenicottero
Dentro di me "Così tu sarai uno stupido umano e ti farai un mazzo grande come una campana a fare giurisprudenza mentre io prenderò il mio colorino rosa insieme agli altri fenicotteri, rompicoglioni!
Ascolta. Siamo in posto bellissimo.
Hai mai ascoltato veramente ciò che ti sta intorno? Ciò che ti assale guardandoti intorno? Ascolta. Cerca di guardare oltre, oltre quel muro che separa tutto, tutto quello che vediamo, libera, libera la tua fantasia, ciò che abbiamo di più caro. La fantasia è un mondo che viene concesso a pochi, ma ben pochi entrano in questo mondo che sembra appartenere solo ai bambini e invece non è così. La fantasia è il mondo di chi sa veramente ciò che vuole dalla vita, ciò che realmente vede e sente, ciò che annusa e sente con le mani. Chi veramente guardo e mi fa sorridere. Ci sono giorni che ci si sente tremendamente afflitti e tristi e presi in giro da questo grande caos, ma se ci si guarda intorno con occhi gentili e dolci si può vedere come le nuvole e le onde si muovano lentamente e le cose siano molto più vicine di quanto ci si possa immaginare. Si possono vedere i nostri angeli terreni e le nostre fatiche oramai lontano e noi che ci possiamo finalmente sdraiare su questi immensi campi di tranquillità e felicità. Tutto quello che si deve fare è lasciarsi andare, lasciare che la vita ci travolga nei migliori dei casi, lasciare che il mare ci sia vicino e che ci faccia cullare nel suo profondo cuore blu. Entriamo allora, io e te. Entriamo in questo luogo fatato dove non esiste il tempo, dove non esiste il lavoro e la fatica e la fame e la povertà, dove nessuno ha bisogno di piangere ma soltanto di sorridere. Entriamo per mano, io e te e basta, ti voglio portare con me, in questo mondo, solo per noi. Non dico di starci per sempre, ma solo per un attimo, solo per un istante, solo per un granello di polvere, ma ti posso assicurare che quel nucleo piccolissimo, quel granello di polvere che sembra niente, avrà un tempo lunghissimo che non finirà mai . Sarà eterno solo per me e per te e basta. Non andare via. Ascoltami perché sento che io non sto dicendo idiozie ma è solo un mio pensiero e questo pensiero è per te, per farti stare bene, per farti calmare e per colmare quel vuoto che hai dentro, quel piccolo spazio che hai dentro al cuore, mi voglio intrufolare lì dentro e non staccarmi mai, voglio nutrirmi dei tuoi pensieri, delle tue carezze e delle tue parole, voglio solo che tu stia bene. Guarda fuori e dimmi che vedi anche tu come vedo io i fiori, fiori di ogni genere, tantissimi fiori che non finiranno mai, finiranno solo se tu lo vorrai. Dimmi anche tu che vedi qualcosa di estremamente bello, qualcosa che ti fa commuovere al punto tale da piangere per la felicità immensa che provi, dimmi anche tu che io effettivamente ho così tante emozioni che potrei esplodere in questo momento. Lo so, è bellissimo e non ho più nessuna parola da dedicarti. Solo questo e ovviamente il mio pensiero.
Senti dove siamo.
Ascolta, il mio grido per le strade
Ascolta Bum Bum Bum Bum Bum è il cuore
Ti sto cercando ma tu non torni mai
ma è banale quello che scrivo anche perchè colora
ma dimmi tu perchè io non saprei il riflusso dei ricordi
vedo rosso sono odiato
dove sei perchè io non ti trovo
mi hanno detto di te ma mai niente di vero
solo bugie
allora? Sei in spiaggia, sei in città?
Che intenzioni hai? Paura ecco cos'è, ascolta perchè non c'è altro da fare.
Sto qua posso fumare una, due o cento sigarette ma tu non arrivi mai.
Ascolta Bum Bum Bum Bum Bum è il cuore
Morgana non è una fata. Post dedicato.
Ehi tu, sì dico proprio a te. Tu con la pelle chiara e i capelli scuri, tu che sei cambiata tanto e io che ti voglio bene. Non vedo l'ora di rivederti, di passare dei bei momenti con te, di toccarti continuamente le tue treccine di cuoio e di fumarmi una sigaretta con te. Tu che mi racconti delle storie favolose, tu che vuoi fare tanto e ci riesci, tu che conosci tanta gente. Ma che cavoo sto dicendo? Sto dicendo giusto vero? Perchè è così. Ti voglio bene. Mamma mia come vorrei uscire con te tutti i pomeriggi. Io mi immagino già. Tu che sei diventata così, così semplicemente e basta. Io lo vedo e mi ricordo. Sedute in terrazza a guardare le stelle e dire "ma quello è il grande carro?" " Ma sì" " E il piccolo carro dove cazzo è?" "Bho". Noi che sosteniamo gli ubriachi. Ma tu, sì proprio tu. Non te ne accorgi forse. Basta così poco. Ti voglio bene. Sì, lo so te l'ho già ripetuto almeno tre volte ma ... ti voglio bene. Ti prego scappa e vieni qui con me. Scappa. Scappa. Scappa. Voglio vedere il cielo che si oscura per i tuoi capelli e voglio passare ancora quelle serate a dirti "ebrea" e voglio portarti l'asciugamano sulla riva perchè tu ti vergogni troppo di uscire dall'acqua. Sì, Sì, Sì. Mi manchi e ti voglio bene.
Il tuo affezionatissimo
Evan
Ma cosa fai? Piangi per un pugno di foto?
Ho scoperto degli album di foto questa mattina. Gli album erano sotto a dei fogli, probabilemti appunti di lavoro di mia madre. Il primo album è per me. E' il mio album, ci sono delle foto con mia mamma, con il pancione, un pancione enorme, rotondo e bello. Mia mamma sorride in queste foto. Sorride, bella e giovane. Mio padre ha la barba lunga come me la ricordavo quando ero piccola, anche lui sorride. Sono a capsirago in queste foto, probabilemente stavano passeggiando e c'era la neve. Quelle foto sono state scattate il giorno prima che IO nascessi. Sì, proprio io. Piccola, piccola. Poi le altre foto sono dei mesi successivi, io che prendo il latte da mia madre, mio padre che gioca con me e le mie cugine, mio fratello che mi abbraccia e io piango.
Ho trovato un altro album e questo mi ha fatto piangere veramente tanto. Può sembrare stupido, sciocco, quello che volete ma mi ha fatto piangere. Mia madre e mio padre che si baciano con passione, un collage fatto da mio padre per mia madre con delle loro foto. La mia mamma giovanissima e magrissima in Nicaragua per un progetto che è durato due anni, in cui mia madre ha aiutato tanti ragazzi, io sono fiera di lei, perchè ancora oggi è un punto di forza per tante persone. C'è una foto che mi ha commosso particolarmente: mia zia con i capelli lunghi. E' bellissima, in queste foto lei è stupenda, ignara del fatto che nel futuro dovrà combattere con un male che la porterà alla morte. E' bellissima mia zia con i capelli lunghi, è bellissima mia zia che ride insieme a mia madre, tutte e due belle e magrissime.
E poi ci sono foto in cu ic'è la nonna Tilde che mi prende in braccio e io mi addormento tra le sue braccia, magre ma salde e piene di sicurezza. Poi c'è la nonna Piera che mi tiene sulle sue ginocchia e lei mie cugine di fianco che ridono e scherzano. E' bellissimo e le lacrime sono spuntate senza che io me ne potessi accorgere e ricacciarle indietro.
E poi c'era la Lori, bellissima anche lei e giovane, piena di vita e solare come non mai. Olmo arriverà dopo e anche Olmo sarà un regalo per tutti.
E poi c'è anche un foto bellissima di tuo padre Morgana. La devi vedere, è favolo. E' bellissimo. E' il mio ragazzo ahahahahahaha.
Ecco. Sono queste le foto per cui io ho pianto.
domenica 28 agosto 2011
Il cuore pesantissimo
Non so esattamente cosa ho scritto negli altri post, ma mi sembrano delle cavolate. Comunque oggi non è una bella giornata, mi sento inquieta e il cuore pesante, come se un elefante ci fosse passato sopra. Lunedì ho incontrato un ragazzo, un bel ragazzo, che la sera stessa mi ha chiesto di uscire, ci siamo visti, mercoledì. Siamo andati al parco di Monza e abbiamo parlato tanto. Poi ci siamo seduti sul erba e ad un certo punto lui mi ha detto:
- Ti prendi male se qualcuno ti bacia all'improvviso?
- No ... cioè un pochino sì ma anche no
E lui mi ha baciata, con quel labbro morbido e bellissimo. Con la bocca calda e il sapore di sigaretta. Avevo iniziato a tremare, forte. Perchè io quando mi emoziono inizio a tremare forte come se un vento gelido mi avesse trapassato e lui mi aveva stretta forte. Ci eravamo visti anche il giorno dopo ma lui non era felice, era preoccupato ma poi quando mi ha accompagnata in stazione io l'ho salutato freddamente fuori dalla stazione, poi mi ero seduta su una panchina al binario e stavo aspettando il treno, ho rassicurato una signora che non sapeva bene che treno dovesse prendere e ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi abbracciava, era lui. Bellissimo. Mi ha baciata e io mi ero spaventata e poi ho detto:
- Cosa ci fai qui?
- Sono venuto a salutarti meglio
Mi si è stretto il cuore in quel momento, lo giuro. Ha aspettato che arrivasse il mio treno e mi ha baciata ancora, bellissimo. E poi quando sono salita sul treno e lui stava andando giù dal sottopassaggio io lo guardavo, lui mi ha vista ed è corso a baciarmi ancora, l'ho seguito con lo sguardo finchè non ho più visto niente di lui.
Ieri sera era arrabbiato e non ne so il motivo, solo che mi ha risposto male e io ancora adesso non mi sento bene per questo. Mi sento il cuore pesante, anzi, pesantissimo.
- Ti prendi male se qualcuno ti bacia all'improvviso?
- No ... cioè un pochino sì ma anche no
E lui mi ha baciata, con quel labbro morbido e bellissimo. Con la bocca calda e il sapore di sigaretta. Avevo iniziato a tremare, forte. Perchè io quando mi emoziono inizio a tremare forte come se un vento gelido mi avesse trapassato e lui mi aveva stretta forte. Ci eravamo visti anche il giorno dopo ma lui non era felice, era preoccupato ma poi quando mi ha accompagnata in stazione io l'ho salutato freddamente fuori dalla stazione, poi mi ero seduta su una panchina al binario e stavo aspettando il treno, ho rassicurato una signora che non sapeva bene che treno dovesse prendere e ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi abbracciava, era lui. Bellissimo. Mi ha baciata e io mi ero spaventata e poi ho detto:
- Cosa ci fai qui?
- Sono venuto a salutarti meglio
Mi si è stretto il cuore in quel momento, lo giuro. Ha aspettato che arrivasse il mio treno e mi ha baciata ancora, bellissimo. E poi quando sono salita sul treno e lui stava andando giù dal sottopassaggio io lo guardavo, lui mi ha vista ed è corso a baciarmi ancora, l'ho seguito con lo sguardo finchè non ho più visto niente di lui.
Ieri sera era arrabbiato e non ne so il motivo, solo che mi ha risposto male e io ancora adesso non mi sento bene per questo. Mi sento il cuore pesante, anzi, pesantissimo.
mercoledì 18 maggio 2011
Mi sono sempre chiesta in che diavolo di mondo vivo? E come cazzo l'abbiamo conciato in questo modo. Oggi sono arrabbiata, sono veramente arrabbiata. Sono arrabbiata con la sfiga e anche con il fatto che mi organizzo e non succede mai un cazzo e per il fatto che le persone mi considerano e io non mi accorgo di ciò. Non mi accontento mai, voglio sempre di più, voglio arriva in cima, alla vetta e far vedere agli altri quanto sono brava. Quanto ho sudato e ho faticato per fare questa strada, quando invece sto prendendo in giro tutti. Voglio sprofondare, ora ho da fare. Non posso sentire la tua voce, non voglio venire di sopra a vedere il tuo merdoso film, sto scrivendo, cazzo sto scrivendo, mi sto sciogliendo in lacrime, un'altra volta. Adesso basta. Sono le ultime settimane cazzo. Ora basta.
domenica 17 aprile 2011
Vorrei gridare al mondo che...
Che mi manca il mio amore...
Che non so esattamente quello che mi accade, se cambio io oppure cambiano le persone che ho intorno...
Che vorrei finalmente scrivere qualcosa che mi soddisfi veramente...
Che vorrei incontrare qualcuno che mi sorprenda ogni giorno della mia vita...
Vorrei essere capace di non lasciarmi andare alle emozioni...
Non vorrei arrabbiarmi così tanto...
Vorrei essere più forte e combattiva...
Vorrei essere un'altra persona perché in questo momento mi sento ben poco me stessa...
Vorrei poter gridare al mondo SMETTETELA DI COMPORTARVI COSI' PERCHE' IO NON VOGLIO CHE CONTINUI IN QUESTO MODO!
Vorrei...vorrei...vorrei essere un'altra persona.
Viola
Che non so esattamente quello che mi accade, se cambio io oppure cambiano le persone che ho intorno...
Che vorrei finalmente scrivere qualcosa che mi soddisfi veramente...
Che vorrei incontrare qualcuno che mi sorprenda ogni giorno della mia vita...
Vorrei essere capace di non lasciarmi andare alle emozioni...
Non vorrei arrabbiarmi così tanto...
Vorrei essere più forte e combattiva...
Vorrei essere un'altra persona perché in questo momento mi sento ben poco me stessa...
Vorrei poter gridare al mondo SMETTETELA DI COMPORTARVI COSI' PERCHE' IO NON VOGLIO CHE CONTINUI IN QUESTO MODO!
Vorrei...vorrei...vorrei essere un'altra persona.
Viola
venerdì 1 aprile 2011
I cuori
Ci sono cuori che non potrai mai infrangere, ma c'è la vita che ti ostacola, non potrai mai capire il perchè, non chiedertelo nemmeno, non devi avere dubbi o domande, devi essere deciso, sii sicuro di te stesso, non pensare agli altri, cerca di essere egoista. Non pensare a me. Vedere la gente intorno a te che ride e sorride e tu...tu pensi. Non potrai mai ripescare il mio amore, non mi avrai mai più. Scordatelo. Tu con la tua merda, Tienitela! Non ti voglio più! Non farti più vedere! IO NON TI VOGLIO PIU', PUOI ANDARE A FANCULO! Hai capito? Hai cap.............piangi, piangi, piangi. Ridi, perchè ridere è uguale a piangere solo che è un movimento diverso della bocca, se devi sorridere allora la bocca si alza, se piangi si abbassa. Non pensare. Grida. Piangi. Ridi. Perchè il cuore non ha più segreti. Abbiamo scoperto tutte le emozioni...ma non dirlo a nessuno! Shhht
martedì 15 marzo 2011
martedì 8 marzo 2011
Le mani
Le mani. Penso che siano la parte più bella di una persona, io adoro le mani. Mi piacciono, guardo la forma, guardo le venature, guardo se ci sono dei calli o se hanno delle ferite, delle cicatrici, come sono fatte le unghie, le dita, i segni sulle nocche. Qualsiasi cosa. C'era una professoressa delle medie che aveva delle mani come dei rangni, scivolavano leggere sulle pagine e aveva quelle venature che si vedevano, erano spesse ma non brutte, ci stavano. Non le ho mai toccate. Come anche quelle della mia ex prof di latino greco. Mi ero innamorata delle sue mani, delle sue dita, delle sue unghie. Aveva delle mani candide, linde, pulite, le unghie semplici ma belle e fresche. Le mie mani si stanno trasformando, ma la mia bellezza non sarà mai grazie alle mie mani. Purtroppo. Sarebbe belo che qualcuno si innamorasse delle tue mani.
- Ehi lo sai che hai le mani più belle che ci possano essere? Sarebbe bellissimo infilarci un anello.
E poi lui che infila nel dito delle mani di lei l'anello.
Dio che favola.
- Ehi lo sai che hai le mani più belle che ci possano essere? Sarebbe bellissimo infilarci un anello.
E poi lui che infila nel dito delle mani di lei l'anello.
Dio che favola.
lunedì 7 marzo 2011
scrivere, scrivere, scrivere
Devo scrivere e scrivere e scrivere perchè non ce la faccio, è più forte di me, so che tanto è tutto inutile, scrivo e scrivo e sempre, quando inizio un racconto o scrivo una poesia o una canzone o non so nemmeno io cosa alla fine mi dico "e questa? Perchè l'ho fatta?". Non lo so, mi sembra sempre che ci sia qualcuno che mi supera, che sì sono brava ma non abbastanza, sempre così in tutto e mi sento sconsiderata e scema a scrivere e vorrei farle vedere al mondo e alle persone ma so che poi loro tireranno fuori le loro abilità e mi distruggeranno. Lo so. Io costantemente mi sento distrutta dagli altri anche se sono contenta, li aiuto anche se vorrei sapere che cosa so fare io bene, ma veramente bene. Perchè tante persone che mi volgiono bene mi dicono "Viola tu sai fare tante cose". CAZZO Sì. Ma non le so fare bene ma bene, le so fare e basta. Ho una bella voce ma non sarò mai una cantante, so scrivere bene ma non sarò mai una scrittrice, disegno bene ma non farò mai la disegnatrice, suono bene e ho ritmo ma non sarò mai una musicista. Ho una media del sette, so fare bene le cose ma non quanto basta per essere ........ Essere cosa poi? Essere cosa.... E poi questo scrivere e scrivere e scrivere, ingoiare le emozioni, le parole. Mangiare libri su libri. Essere una persona bella, sapere di avere tante emozioni e avere tante persone accanto. Tante qualità e sapere anche tante cose. Quando mi danno dei consigli io li so già ma non me ne frega nulla, non faccio niente e perchè? Perchè? Non lo so nemmeno io. Mi sembra tutto talmente grande, mi sento piccola, fragile. Ogni commento che fanno, ogni parola che pronunciano, qualsiasi cosa mi scalfisce mi impressiona mi fa sentire felico o immensamente triste. Scrivo, scrivo ma nessuno se ne accorge di quanto scrivo.
Manca qualcosa
Che freddo che fa in casa. Ore: 11.59. Lunedì mattina. Devo mettere della musica altrimenti non riesco a concentrarmi. Hanno fatto delle foto a carnevale, io avevo il pigiama addosso, sono orribile. Vengo ad una conclusione: non sono fotogenica, mai stata. Però non è che mi metto le mani davanti per non farmi fotografare o robe simili, non me ne frega niente. Devo tenermi un po' di più, insomma non che io mi tratti molto bene. Devo rivedermi un po'. Tutti si guardano allo specchio, la mattina o prima di andare ad una festa, penso che lo specchio sia diventato come una droga, ciò che siamo è ciò che vedono gli altri (?). Ma cosa sto scrivendo? Non lo so nemmeno io. Well. Sono distrutta e mi annoio da morire.
mercoledì 2 marzo 2011
Il labbro spezzato
La penna scrive sul foglio ed io sono concentrata sul polinomio davanti ai miei occhi quando un mio compagno mi dice:
-Oh
-Che vuoi?
-Guarda che ti sta per cadere una goccia di sangue sul foglio.
Lo guardo come se fosse pazzo.
- Da dove mi esce il sangue?
Si guarda intorno, la prof è girata di spalle e sta aiutando una mia compagna in un esercizio. E' un secondo. Mi bacia e mi dice
- Adesso non c'è più
- Sì ma ora brucia
Sento la ferita che pulsa, il freddo sicuramente mi ha spezzato un labbro, succede spesso che ti si spezzi il cuore. Ops. Il labbro.
-Oh
-Che vuoi?
-Guarda che ti sta per cadere una goccia di sangue sul foglio.
Lo guardo come se fosse pazzo.
- Da dove mi esce il sangue?
Si guarda intorno, la prof è girata di spalle e sta aiutando una mia compagna in un esercizio. E' un secondo. Mi bacia e mi dice
- Adesso non c'è più
- Sì ma ora brucia
Sento la ferita che pulsa, il freddo sicuramente mi ha spezzato un labbro, succede spesso che ti si spezzi il cuore. Ops. Il labbro.
giovedì 24 febbraio 2011
La signora dei piccioni.
Ero a Monza, mattina presto ed ero veramente stanca, sentivo le occhiaie, la musica metal nelle orecchie per tenermi sveglia. Ero appena scesa dal treno e il freddo mi fristava la faccia. Avevo freddo e non avevo la sciarpa. Camminavo scazzatissima con il broncio e pensavo solo all'interrogazione (possibile) d'inglese. Viale Italia, vedo sempre le stesse facce, signora Minnie, ragazzini delle medie o delle elementari, il ragazzo in bici, i truzzi. E poi vedo lei. Lei che è bellissima. Lei è stupenda. Con i piccioni. La prima volta l'avevo vista seduta su una panchina sotto un'albero sempre in centro a Monza che buttava i pezzettini di pane secco ai piccioni. Una nonnina ricurva, inspessita dai suoi anni, ma con lei i piccioni, i suoi amici fedeli, che le tengono compagnia. Le stanno attorno, fanno da sfondo alla sua vita, come una cornice o come proprio compagni di viaggio, volevano solo lei e basta e seguivano lei, soltanto lei, nessun altro. A quel punto o iniziato a sorridere e la guardavo, con quello sciame di piccioni. E lei che gli parlava, di cose che io non saprò mai. Lo sapranno loro e lei. Loro e lei.
martedì 22 febbraio 2011
Profumo di croissant
Periferia di Milano. Sei del mattino.
Apro piano gli occhi e non lo sento di fianco a me. Dove sarà andato? Sento odore di croissant appena sfornati eppure vicino a casa mia non ci sono panetterie, strano. Sceno dal letto a castello, mi stropiccio gli occhi e sento una mano che mi stringe i fianchi.
- Buon giorno.
Mi molla un bacio e poi come il vento si siede su una sedia, vedo sul tavolo almeno cinque croissant, croissant alla marmellata, i miei preferiti. Mi fa segno di andare vicino a lui, mi siedo sulle sue gambe.
- Finalmente ti sei svegliata, non dormire più così tanto.
Lo abbraccio e ci tuffiamo nella marmellata e nell'odore di croissant.
Apro piano gli occhi e non lo sento di fianco a me. Dove sarà andato? Sento odore di croissant appena sfornati eppure vicino a casa mia non ci sono panetterie, strano. Sceno dal letto a castello, mi stropiccio gli occhi e sento una mano che mi stringe i fianchi.
- Buon giorno.
Mi molla un bacio e poi come il vento si siede su una sedia, vedo sul tavolo almeno cinque croissant, croissant alla marmellata, i miei preferiti. Mi fa segno di andare vicino a lui, mi siedo sulle sue gambe.
- Finalmente ti sei svegliata, non dormire più così tanto.
Lo abbraccio e ci tuffiamo nella marmellata e nell'odore di croissant.
lunedì 21 febbraio 2011
Dici che sono pazza?
Perchè mi guardi in questo modo? Io sono così e nessuno può dirmi ciò che devo fare, posso anche non ascoltarti, posso anche guardarti ma non capire nulla di quello che dici. Non guardarmi così, guardami come mi guardavi prima. Con i tuoi occhi lucenti, con il tuo cuore aperto così che io possa toccarlo e sentire il vero battito della tua vita, sentire la tua vera natura. Ciò che ti circonda non è reale non ce la farai mai senza di me, io lo so per certo. Ascoltami, Ascoltami perchè è la cosa migliore che tu possa fare. Lo sai che le tue mani saranno sempre più sagge del tuo cervello e del tuo cuore? Io vorrei che tu agissi senza dire nulla senza che io ti possa dire niente, vorrei che tu uscissi dal tuo mondo. Vorrei che mi facessi scomparire.
mercoledì 16 febbraio 2011
Aria
Ti sento talmente vicino, sento il tuo respiro, voglio gridare al mondo che sto bene anzi sto benissimo, perchè non dirlo agli altri? Perchè non far provare la stessa felicità a tutti quanti? Sto bene. Cazzo se sto bene, io sto benissimo e non mi sentivo così soddisfatta e orgogliosa di me da tanto tempo e ora mi sento rigenerata. Dio, come sto bene. E' tutto così bello, anche se ogni mattina mi alzo prestissimo per andare in un luogo che però mi piace, ci sto benissimo.
lunedì 14 febbraio 2011
Ti guardavo da lontano
Non ho paura di te, del tuo atteggiamento, mi fido ciecamente di te, ma so che ti posso guardare solo da lontano perchè tu sei un mondo opposto dal mio, non ci incontreremo mai e mai ci potremo prendere per mano anche se vorrei tanto stringerti a me e raccontarti tutto quello che so e che vorrei da te. Cavolo io giuro che tu sei come l'aria, fili via come il vento, ti perdo di vista e ti rivedo subito dopo da un'altra parte. Ma come fai a essere così? Anche io voglio essere come te! Anche io voglio essere l'aria eppure mi sento come un sasso, sento sempre trascinare i piedi e il respiro pesante, non mi sento mai a mio agio e non so ancora come sono fatta e come sono veramente. Me lo dici tu per favore? Dimmelo, dimmi il tuo segreto e io ti dirò ciò che vuoi, scriverò intere pagine per te e tutto ciò che ho da darti compreso il mio talento te lo darò. Fammi diventare come il vento.
mercoledì 9 febbraio 2011
Solitari con i messia: Pensavo di essere sola.
Solitari con i messia: Pensavo di essere sola.: "Ero in un bosco nero e desolato, sentivo dei rumori, dei passi lontani che calpestavano delle foglie secche, ed io ero lì da sola, senza nes..."
Solitari con i messia: Non mi ascolti eppure ti amo.
Solitari con i messia: Non mi ascolti eppure ti amo.: "Tu non mi ascolti. Non ascolti ciò che voglio dirti veramente con le mie parole, con le mie stupide parole. Con le mie parole. Ascoltami, no..."
Non mi ascolti eppure ti amo.
Tu non mi ascolti. Non ascolti ciò che voglio dirti veramente con le mie parole, con le mie stupide parole. Con le mie parole. Ascoltami, non prendermi in giro, non capisci mai qual è il momento per scherzare e il momento per essere seri. Ho bisogno delle tue parole, ho bisogno che tu mi ascolti. Ho bisogno che tu ti sieda e mi stai a guardare mentre parlo e parlo, vorrei che tu mi fermassi prima che io scoppi a piangere e che mi prendi tra le tue braccia e che mi parli. Voglio che tu ci sia. Ti sto aspettando ma tu indugi sempre ad arivare e io? Io non sono più sicura. Non sono sicura del tuo amore. Non sono sicura. Continui a farmi male e a prendermi in giro. Eppure tu sei tutto ciò che c'è al di là di quella siepe, di quella alta staccionata. Ci sei tu. Ci sei tu e miei sogni.
Pensavo di essere sola.
Ero in un bosco nero e desolato, sentivo dei rumori, dei passi lontani che calpestavano delle foglie secche, ed io ero lì da sola, senza nessuno. Nessuno era venuto a salvarmi, nessuno aveva notato la mia assenza, non importava a nessuno di me, di quello che ero e di quello che io potevo fare. Loro erano stupidi e idioti, non capivano ciò che io ero e ciò che avevo fatto. Ero in un bosco con le mie idee che scivolavano tra le mani e il mio vestito si sporcava di fango e io mi sentivo pesante. Sentivo l'aria che mi toccava come se fosse stata la mano di un ragazzo. Mi aveva stretto tra le sue braccia e io mi ero lasciata trasportare. Eravamo in un campo e lui mi teneva la mano. Ballavamo.
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