Vorrei dire tutto ciò che dentro di me si potrebbe dire. Eppure io penso che da dire ce ne sia ben poco, poichè sono già state dette così tante parole che il mondo ne è pieno.
martedì 1 novembre 2011
Collasso
Sabato dopo scuola ci siamo fermati su una panchina e il mio compagno di classe F. ha fatto su un Joint (Canna) e poi ci siamo subito incamminati per la strada della stazione passando per il centro, io avevo fatto tre tiri, uno di troppo. A metà strada mi sentivo pesante e le gambe sempre più deboli, il primo svarione l'avevo sentito chiaramente e mi ero attaccata a Fede per non cadere a terra, avevo mollato tutto quello che avevo in mano: la cartelletta, lo zaino, il tubo con dentro il cartoncino per il lavoro di Grafica. Mi ricordo che mi ero aggrappata ancora più forte a Fede e che tutti e due erano lì con me, sentivo le loro voci che mi dicevano "siediti Viola, siediti", ci eravamo seduti contro una vetrina, la vetrina del barbiere prima dell'Arengario. Non capivo dove cazzo ero, che cazzo mi stava succedendo e con chi cazzo avevo a che fare. Mi aggrappavo a Fede perchè era il mio unico punto stabile in quel momento, sapevo che lui era lì ed era vero. Mi aggrappavo al suo braccio perchè sentivo che stavo per crollare e lui mi diceva "sono qui sono qui stai tranquilla", l'avevo tirato giù completamente e lui aveva cominciato ad abbracciarmi e cercare di tranquillizzarmi. Il battito del cuore accelerava e il panico mi prendeva in tutto il corpo. Panico chimico. Non capivo che Fede aveva battuto il braccio e gli avevo fatto male quando l'avevo agganciato e l'avevo trascinato giù, stavo male però e non capivo, non capivo nulla. Pensavo soltanto a riprendermi in fretta, pregavo perchè finisse quel giramento di testa e quel senso di vuoto. Piangevo e dicevo cose che mi facevano mal , delle cose che dovevo dire a qualcuno. Fil e Fede erano lì con me però. Li sentivo vicini, preoccupati, volevano soltanto che io mi calmassi. "Viola siamo qui con te, dai calmati", mi dicevano così tutti e due. Dicevo continuamente "perdo il treno, devo tornare a casa i miei poi si preoccupano", Fede e Fil mi rassicuravano e mi facevano sentire al sicuro, anche se non capivo bene dove cazzo mi trovavo e loro sicuramente erano preoccupati, si erano presi malissimo quando mi avevano vista stare così male. Da questa esperienza sicuramente poco bella ho imparato che .... non devo fare più di due tiri.
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