giovedì 24 febbraio 2011

La signora dei piccioni.

Ero a Monza, mattina presto ed ero veramente stanca, sentivo le occhiaie, la musica metal nelle orecchie per tenermi sveglia. Ero appena scesa dal treno e il freddo mi fristava la faccia. Avevo freddo e non avevo la sciarpa. Camminavo scazzatissima con il broncio e pensavo solo all'interrogazione (possibile) d'inglese. Viale Italia, vedo sempre le stesse facce, signora Minnie, ragazzini delle medie o delle elementari, il ragazzo in bici, i truzzi. E poi vedo lei. Lei che è bellissima. Lei è stupenda. Con i piccioni. La prima volta l'avevo vista seduta su una panchina sotto un'albero sempre in centro a Monza che buttava i pezzettini di pane secco ai piccioni. Una nonnina ricurva, inspessita dai suoi anni, ma con lei i piccioni, i suoi amici fedeli, che le tengono compagnia. Le stanno attorno, fanno da sfondo alla sua vita, come una cornice o come proprio compagni di viaggio, volevano solo lei e basta e seguivano lei, soltanto lei, nessun altro. A quel punto o iniziato a sorridere e la guardavo, con quello sciame di piccioni. E lei che gli parlava, di cose che io non saprò mai. Lo sapranno loro e lei. Loro e lei.

martedì 22 febbraio 2011

Profumo di croissant

Periferia di Milano. Sei del mattino.

Apro piano gli occhi e non lo sento di fianco a me. Dove sarà andato? Sento odore di croissant appena sfornati eppure vicino a casa mia non ci sono panetterie, strano. Sceno dal letto a castello, mi stropiccio gli occhi e sento una mano che mi stringe i fianchi.

- Buon giorno.
Mi molla un bacio e poi come il vento si siede su una sedia, vedo sul tavolo almeno cinque croissant, croissant alla marmellata, i miei preferiti. Mi fa segno di andare vicino a lui, mi siedo sulle sue gambe.
- Finalmente ti sei svegliata, non dormire più così tanto.
Lo abbraccio e ci tuffiamo nella marmellata e nell'odore di croissant.

lunedì 21 febbraio 2011

Dici che sono pazza?

Perchè mi guardi in questo modo? Io sono così e nessuno può dirmi ciò che devo fare, posso anche non ascoltarti, posso anche guardarti ma non capire nulla di quello che dici. Non guardarmi così, guardami come mi guardavi prima. Con i tuoi occhi lucenti, con il tuo cuore aperto così che io possa toccarlo e sentire il vero battito della tua vita, sentire la tua vera natura. Ciò che ti circonda non è reale non ce la farai mai senza di me, io lo so per certo. Ascoltami, Ascoltami perchè è la cosa migliore che tu possa fare. Lo sai che le tue mani saranno sempre più sagge del tuo cervello e del tuo cuore? Io vorrei che tu agissi senza dire nulla senza che io ti possa dire niente, vorrei che tu uscissi dal tuo mondo. Vorrei che mi facessi scomparire.

mercoledì 16 febbraio 2011

Aria

Ti sento talmente vicino, sento il tuo respiro, voglio gridare al mondo che sto bene anzi sto benissimo, perchè non dirlo agli altri? Perchè non far provare la stessa felicità a tutti quanti? Sto bene. Cazzo se sto bene, io sto benissimo e non mi sentivo così soddisfatta e orgogliosa di me da tanto tempo e ora mi sento rigenerata. Dio, come sto bene. E' tutto così bello, anche se ogni mattina mi alzo prestissimo per andare in un luogo che però mi piace, ci sto benissimo.

lunedì 14 febbraio 2011

Ti guardavo da lontano

Non ho paura di te, del tuo atteggiamento, mi fido ciecamente di te, ma so che ti posso guardare solo da lontano perchè tu sei un mondo opposto dal mio, non ci incontreremo mai e mai ci potremo prendere per mano anche se vorrei tanto stringerti a me e raccontarti tutto quello che so e che vorrei da te. Cavolo io giuro che tu sei come l'aria, fili via come il vento, ti perdo di vista e ti rivedo subito dopo da un'altra parte. Ma come fai a essere così? Anche io voglio essere come te! Anche io voglio essere l'aria eppure mi sento come un sasso, sento sempre trascinare i piedi e il respiro pesante, non mi sento mai a mio agio e non so ancora come sono fatta e come sono veramente. Me lo dici tu per favore? Dimmelo, dimmi il tuo segreto e io ti dirò ciò che vuoi, scriverò intere pagine per te e tutto ciò che ho da darti compreso il mio talento te lo darò. Fammi diventare come il vento.

mercoledì 9 febbraio 2011

Vorrei creare il mondo. Vorrei creare me stessa, ma non posso cucirmi come voglio.

Solitari con i messia: Pensavo di essere sola.

Solitari con i messia: Pensavo di essere sola.: "Ero in un bosco nero e desolato, sentivo dei rumori, dei passi lontani che calpestavano delle foglie secche, ed io ero lì da sola, senza nes..."

Solitari con i messia: Non mi ascolti eppure ti amo.

Solitari con i messia: Non mi ascolti eppure ti amo.: "Tu non mi ascolti. Non ascolti ciò che voglio dirti veramente con le mie parole, con le mie stupide parole. Con le mie parole. Ascoltami, no..."

Non mi ascolti eppure ti amo.

Tu non mi ascolti. Non ascolti ciò che voglio dirti veramente con le mie parole, con le mie stupide parole. Con le mie parole. Ascoltami, non prendermi in giro, non capisci mai qual è il momento per scherzare e il momento per essere seri. Ho bisogno delle tue parole, ho bisogno che tu mi ascolti. Ho bisogno che tu ti sieda e mi stai a guardare mentre parlo e parlo, vorrei che tu mi fermassi prima che io scoppi a piangere e che mi prendi tra le tue braccia e che mi parli. Voglio che tu ci sia. Ti sto aspettando ma tu indugi sempre ad arivare e io? Io non sono più sicura. Non sono sicura del tuo amore. Non sono sicura. Continui a farmi male e a prendermi in giro. Eppure tu sei tutto ciò che c'è al di là di quella siepe, di quella alta staccionata. Ci sei tu. Ci sei tu e miei sogni.

Pensavo di essere sola.

Ero in un bosco nero e desolato, sentivo dei rumori, dei passi lontani che calpestavano delle foglie secche, ed io ero lì da sola, senza nessuno. Nessuno era venuto a salvarmi, nessuno aveva notato la mia assenza, non importava a nessuno di me, di quello che ero e di quello che io potevo fare. Loro erano stupidi e idioti, non capivano ciò che io ero e ciò che avevo fatto. Ero in un bosco con le mie idee che scivolavano tra le mani e il mio vestito si sporcava di fango e io mi sentivo pesante. Sentivo l'aria che mi toccava come se fosse stata la mano di un ragazzo. Mi aveva stretto tra le sue braccia e io mi ero lasciata trasportare. Eravamo in un campo e lui mi teneva la mano. Ballavamo.