Vorrei dire tutto ciò che dentro di me si potrebbe dire. Eppure io penso che da dire ce ne sia ben poco, poichè sono già state dette così tante parole che il mondo ne è pieno.
domenica 23 ottobre 2011
Nadia.
Io non so esattamente che dire, ho già affrontato delle situazioni simili ma non potevo immaginare che proprio la Nadia morisse. Non ci posso credere. Non ci voglio credere. Vorrei poter piangere ma non riesco, non riesco proprio. Arrivano soltanto fino al bordo dell'occhio e poi si fermano senza scendere e rigarmi le guance, senza fare niente, se ne stanno lì ferme, sull'orlo come sono io ora. Sull'orlo. Nadia era la mia maestra di clarinetto ed io fino a qualche settimana fa non sapevo nulla. Nadia è morta a luglio e io non lo sapevo fino a qualche settimana fa. Io non so, mi si prende in giro continuamente. Voglio fuggire, scappare lontano e non tornare più ma ogni luogo sembra talmente vicino che fuggire sembra inutile. I ricordi, i rancori, gli amici e il docle suono del clarinetto che a me piace tanto e ogni tanto lo prendo ancora in mano e lo suono. Nadia mi manca, stava già male circa un anno e mezzo fa quando andavo ancora da lei a fare lezione. Nadia amava il clarinetto e anche io in un certo senso. Facevamo dei duetti molto belli e il nostro suono non era niente male. Stavamo bene. La Nadia. La Nadia. Rimarrà con me anche lei.
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